Uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Laumann et al., 1999) ha intervistato oltre 3.000 americani tra i 18 e i 59 anni sulla propria vita sessuale. I risultati erano inequivocabili: il 43% delle donne e il 31% degli uomini riferiva qualche disfunzione sessuale.

Non è un dato marginale. Significa che nelle sale d’aspetto, nei caffè, nelle riunioni di lavoro, ci sono molte più persone con difficoltà sessuali di quante ne immaginiate, o di quante ne parlino.

Il problema non è la prevalenza. Il problema è il silenzio.

Cosa si intende per disfunzione sessuale

Il DSM-5 (il manuale diagnostico di riferimento in psichiatria) classifica le disfunzioni sessuali come condizioni caratterizzate da “un disturbo clinicamente significativo nella capacità di rispondere sessualmente o di provare piacere sessuale”. Affinché si parli di disfunzione, il problema deve:

  1. Persistere per almeno 6 mesi
  2. Causare disagio significativo all’individuo
  3. Non essere meglio spiegato da un altro disturbo mentale, una condizione medica o l’effetto di sostanze

Quest’ultimo punto è importante: molte difficoltà sessuali hanno cause mediche, ormonali o farmacologiche che richiedono una valutazione medica prima, o insieme, a quella del sessuologo.

Le principali disfunzioni, senza tabù

Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo

Si tratta del calo significativo e persistente del desiderio sessuale che causa disagio. Come discusso nell’articolo sul desiderio sessuale, le cause sono spesso multifattoriali: stress, squilibri ormonali, effetti farmacologici (specialmente SSRI), dinamiche relazionali, depressione.

Riguarda circa il 30-40% delle donne e il 15-25% degli uomini nella vita adulta, con picchi nelle transizioni ormonali come il postpartum, la menopausa e l’andropausa. L’approccio dipende dalla causa: se ormonale, si richiede una valutazione endocrinologica; se relazionale, sessuoterapia di coppia; se psicologica, trattamento del disturbo sottostante.

Disturbo dell’eccitazione sessuale / Disfunzione erettile

Negli uomini si manifesta come difficoltà a ottenere o mantenere un’erezione sufficiente per l’attività sessuale soddisfacente, e riguarda circa il 10-20% degli uomini sotto i 40 anni, con prevalenza che aumenta con l’età.

Un punto critico che spesso viene trascurato: la disfunzione erettile psicogena, causata da ansia da performance, stress o difficoltà relazionali, è molto comune nei giovani e spesso non ha cause fisiche. È trattabile con sessuoterapia, senza farmaci. La presenza di erezioni notturne o mattutine spontanee è un segnale che la causa è principalmente psicologica.

Nelle donne il disturbo si presenta come difficoltà all’eccitazione e alla lubrificazione, spesso legata a contesti sessuali inadeguati, immagine corporea negativa (spectatoring) o fattori ormonali come l’ipoestrogenismo post-menopausa.

Disturbi dell’orgasmo

L’anorgasmia femminile, cioè la difficoltà o impossibilità a raggiungere l’orgasmo, riguarda circa il 10-15% delle donne in modo persistente. È spesso legata a insufficiente stimolazione (la maggior parte delle donne non raggiunge l’orgasmo attraverso la sola penetrazione), ansia da performance, inibitezza sessuale o traumi pregressi.

L’eiaculazione precoce, ossia l’eiaculazione che avviene costantemente entro circa un minuto dalla penetrazione con scarso controllo e disagio significativo, è la disfunzione sessuale maschile più comune e riguarda fino al 30% degli uomini in qualche misura. Risponde bene sia a tecniche comportamentali come la stop-start e la tecnica della compressione, sia, nei casi indicati, a trattamenti farmacologici.

L’eiaculazione ritardata o assente è molto meno discussa, ma presente in una percentuale significativa di uomini, spesso in associazione all’uso prolungato di antidepressivi o a schemi di masturbazione molto specifici.

Disturbi del dolore sessuale

Vulvodinia e vaginismo — rispettivamente il dolore vulvare cronico e lo spasmo involontario dei muscoli del pavimento pelvico che rende la penetrazione dolorosa o impossibile — sono condizioni spesso trascurate e minimizzate per anni. Hanno cause multifattoriali: genetiche, infiammatorie, neuropatiche, psicologiche. Richiedono un approccio interdisciplinare che coinvolga ginecologo, fisioterapista pelvica e sessuologo.

La dispareunia maschile, cioè il dolore durante l’attività sessuale negli uomini, è meno comune ma reale; le cause sono spesso prostatiche, urologiche o dermatologiche.

Mani intrecciate, la difficoltà si affronta più facilmente insieme

Il ruolo della mente: ansia da performance

L’ansia da performance merita un discorso a sé perché attraversa quasi tutte le disfunzioni sessuali.

Il meccanismo funziona così: dopo un episodio di difficoltà sessuale (può capitare a chiunque, per stress, stanchezza o alcol), il cervello registra l’evento come una minaccia. La volta successiva si entra nell’intimità con una quota di allerta — “e se succede di nuovo?” — che attiva il sistema nervoso simpatico, incompatibile con la risposta sessuale. La difficoltà si ripete. L’ansia aumenta. Si consolida un pattern.

Masters e Johnson lo chiamavano “paura dello spettatore”, stessa radice dello spectatoring. Il rimedio non è “rilassarsi” (consiglio tanto inutile quanto frustrante) ma lavorare sul disinvestimento dall’outcome, sull’attenzione al piacere presente invece che alla “performance”.

La comunicazione con il partner è spesso il singolo fattore più trasformativo in queste situazioni.

Professionista sanitario in studio con paziente - disfunzioni sessuali psicologia e trattamento

Quando e dove cercare aiuto

Un sessuologo clinico, psicologo o medico con specializzazione in sessuologia, è il professionista di riferimento per le disfunzioni sessuali psicologiche e relazionali. Non giudica, non minimizza, non normalizza con un “capita a tutti” che non offre alcuna soluzione concreta.

I percorsi di sessuoterapia, individuale o di coppia, hanno tassi di efficacia documentati superiori al 70-80% per molte delle condizioni descritte: eiaculazione precoce, vaginismo, anorgasmia situazionale, disfunzione erettile psicogena.

Il primo passo, il più difficile, è parlarne: al medico, al sessuologo, al partner. La vergogna si alimenta del silenzio. La disfunzione sessuale, nella stragrande maggioranza dei casi, è trattabile. Ma solo se si rompe il silenzio.

Domande frequenti sulle disfunzioni sessuali

Le disfunzioni sessuali sono sempre di origine psicologica?

No. Molte disfunzioni sessuali hanno cause fisiche, ormonali o farmacologiche, ed è per questo che una valutazione medica è spesso il primo passo. Tuttavia, la distinzione tra cause organiche e psicologiche non è quasi mai netta: anche le disfunzioni con origine fisica sviluppano quasi sempre una componente psicologica, come l’ansia da performance, che può perpetuarsi anche dopo la risoluzione del problema fisico. Un approccio integrato — medico e psicologico — è spesso il più efficace.

Cos’è l’ansia da performance e come si alimenta?

L’ansia da performance è una risposta di allerta del sistema nervoso che si attiva prima o durante l’attività sessuale per paura di non riuscire. Un episodio di difficoltà — che può capitare a chiunque per stanchezza o stress — viene registrato dal cervello come una minaccia. La volta successiva si entra nell’intimità già in stato di allerta, il che attiva il sistema simpatico, incompatibile con la risposta sessuale. La difficoltà si ripete, l’ansia aumenta e il ciclo si consolida. La sessuoterapia lavora specificatamente su questo meccanismo.

La disfunzione erettile nei giovani è sempre un problema fisico?

No, nei giovani è frequentemente di origine psicologica. La disfunzione erettile psicogena, causata da ansia da performance, stress o difficoltà relazionali, è molto comune sotto i 40 anni e spesso non ha cause fisiche sottostanti. Un indicatore utile è la presenza di erezioni spontanee notturne o mattutine: se ci sono, la causa è prevalentemente psicologica. In questi casi la sessuoterapia è efficace e spesso non richiede farmaci.

Cos’è il vaginismo e come si tratta?

Il vaginismo è uno spasmo involontario dei muscoli del pavimento pelvico che rende la penetrazione dolorosa o impossibile. Non è una scelta consapevole né un rifiuto: il muscolo si contrae in modo automatico, spesso in risposta a stimoli fisici o psicologici. Le cause sono multifattoriali — genetiche, infiammatorie, psicologiche. Il trattamento più efficace è interdisciplinare e coinvolge ginecologo, fisioterapista pelvica e sessuologo. I tassi di risoluzione con un percorso adeguato sono molto alti.

Vale la pena farlo quando una difficoltà sessuale dura da almeno sei mesi, causa disagio significativo a te o al tuo partner, o quando tenti di affrontarla da solo senza risultati. Non è necessario aspettare che il problema sia “grave abbastanza”. I sessuologi clinici hanno tassi di efficacia documentati superiori al 70-80% per molte disfunzioni comuni, come eiaculazione precoce, vaginismo, anorgasmia situazionale e disfunzione erettile psicogena. Il primo passo, spesso il più difficile, è semplicemente chiedere aiuto.


Fonti principali: Laumann, E.O. et al. (1999). Sexual dysfunction in the United States. JAMA. APA (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th ed. Balon, R. & Segraves, R.T. (2009). Clinical Manual of Sexual Disorders. American Psychiatric Publishing.